martedì 13 dicembre 2011

Una mattina di fine maggio

Noi ce ne siamo accorti una mattina di fine maggio. Avevo deciso di portare Angelo al consultorio di quartiere, per un corso di baby massaggio. Al consultorio eravamo di casa. Ci avevo fatto il corso pre-parto e ci portavo il piccolo dalla sua prima settimana di vita, ogni giovedì. Insieme alle altre neomamme del quartiere ci mettvamo sedute sul parquet di una piccola palestra, tra cuscinoni da allattamento, ovetti da macchina, pannolini, portaciucci e salviettine. Allattavamo i cuccioli, chiacchieravamo tra di noi e con il personale del centro: una psicologa, un'infermiera e una giovane ostetrica che ci aiutava a gestire le gioie e i dolori dell'allattamento al seno. Poi, a turno, pesavamo i piccoli su una bilancia di ferro di quelle da salumeria e segnavamo il peso dei bimbi su un piccolo tesserino di cartone che tenevamo nel portafogli.   

Erano due settimane che Angelo non cresceva. Nonostante io fossi piena di latte e lui si attaccasse al seno ogni 2-3 ore per un bel po'. Aveva preso, ogni tanto, a vomitare, ma la cosa non aveva preoccupato nè noi nè il pediatra. "Tutti i neonati vomitano, tutti i neonati possono avere un momento di fermo-peso". Quella mattina, però, al corso di baby-massaggio il piccolo sembrava particolarmente nervoso. Soprattutto se lo poggiavo pancia in su piangeva inconsolabile. Pancia in sotto, invece, si calmava, ma piombava in un silenzio troppe pensoso per i suoi due mesi di vita. A fine corso, l'ostetrica mi chiese di verificare il peso, perché il dimagrimento iniziava a sembrarle eccessivo. L'ago della bilancia segnava ancora 100 grammi in meno di sette giorni prima. "Fossi in te prenoterei un'ecografia. Temo possa essere una stenosi del piloro. O un qualche problema alla pancia. Parlane meglio con il pediatra, ma io farei così", mi disse, con aria un po' tesa.

Per un strano sesto senso, decisi di prenotare l'ecografia immediatamente. Il ponte del 2 giugno era alle porte, se avessi rimandato e aspettato la prescrizione del pediatra saremmo andati troppo in là. Due ore dopo ero in un ambulatorio privato. "C'è una massa, signora. Otto centimetri. Deve scappare al pronto soccorso". La sera stessa ero un'abitante del regno di OP.

4 commenti:

  1. ....da brivido...mamma mia cosa deve esser stato!!!essenso mamma non voglio nemmeno immaginare cosa tu abbia provato in quel momento ma sono felicissima che almeno quell'ostetrica ti abbia dato l'input per salvare il piccolo Angelo!
    Francesca squeo

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    1. patrizia depergola10 agosto 2012 17:56

      ciao paola, sono patrizia. un sincero ringraziamento per un libro scritto con autenticità e grande coraggio, che ho letto, gustandomi ogni piccola pagina ( contentendolo con mio marito) nei nostri frammenti di quotidianità.Mi sono gustata ogni racconto, qualche volta in bagno nascondendo le lacrime ( per non inpensierire la mia piccola che mi guardava un pò stupita con i suoi occhi grandi), ieri sera in villa a Molfetta ho letto le conclusioni e i ringraziamenti: attorno a me tanti bimbi, tante mamme, tanti papà, tanti nonni con i loro piccoli gioelli, forse qualcuno si sarà accorto delle mie lacrime,del mio naso rosso (quando piango mi succede sempre) e si sarà chiesto il perchè. Mi hanno commosso i ringraziamenti sinceri a ciascuno dei protagonisti del regno di Op. Mi sono sentita una donna straordinariamente baciata dalla fortuna. Grazie per questo libro che sento un grande inno alla vita! Auguri paola a te a tuo marito e al tuo piccolo .... Forse a Molfetta ci vedremo! patrizia

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  2. Paola pensa un poco a tutte quelle mamme che abitano in posti dove un consultorio se lo possono solo dimenticare.......ed il dramma è che questi posti stanno sempre più aumentando a causa dei tagli per la crisi. Pensa alle mamme di Africo, piuttosto che di Palombaio e di tanti paesi sperduti d'Italia dove non esiste la prevenzione e l'assistenza. Grazie al tuo dramma vissuto accendi i riflettori su problemi giganteschi che spesso sono sentiti solo da chi ci passa dentro, mentre dovrebbero essere problemi sociali cioè di tutti noi.

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  3. ciao paola, sono silvana....non sono ancora mamma ma ti sono vicina e spero che tutto vada a buon fine...in bocca al lupo al piccolo angelo e a voi tutti.
    silvana da molfetta

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